I parchi minerari dimenticati di Agrigento oggi rivivono | sono i giovani a riaprirli dopo anni senza progetti e milioni spesi
Dopo anni di abbandono e investimenti senza risultati, i parchi minerari di Agrigento vengono riattivati grazie all’intervento di giovani che decidono di riprendere in mano le aree dismesse. Le miniere, chiuse da tempo, tornano a essere parte della vita locale attraverso progetti concreti realizzati da chi non ha mai visto le miniere in attività durante la propria infanzia. Questo processo coinvolge alcune zone della provincia che erano state lasciate senza sviluppo.
Nasce un germoglio nelle abbandonate miniere della provincia di Agrigento. E nasce dalle generazioni che non le hanno vissute neanche nei racconti dei loro avi. Sono i più giovani, infatti, a riaprire quei posti simbolo prima di lavoro, poi di abbandono e infine di spreco. Per la miniera Ciavolotta tra Favara e Agrigento, era stato speso più di un milione di euro, quasi vent’anni fa per riprendere i fabbricati, senza un vero progetto per le visite di turisti e appassionati. Uno dei ragazzi apre invece la chiesetta di Santa Barbara, la protettrice dei minatori e dei pompieri, l’unico posto che per la sua sacralità è rimasto intatto. Le stanze che dovevano accogliere i turisti, invece, hanno visto solo l’arrivo di piccioni che negli anni hanno quasi distrutto tutto.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Notizie correlate
Leggi anche: Condono infinito, caccia a 14 milioni: Agrigento tenta lo sprint finale sui faldoni dimenticati
Assisi, giovani chef rivivono la cucina umbra: dall’800 a oggi? Domande chiave Come hanno trasformato le ricette dell'Ottocento in piatti contemporanei? Chi ha guidato la ricerca storica per questi giovani chef?...