Biennale la fondatrice delle Pussy Riot a Open | Buttafuoco? Uomo piccolo come Putin A Venezia dovrebbe esserci solo l’arte dei dissidenti russi
Alla Biennale di Venezia, prima delle manifestazioni e degli eventi ufficiali, si sono registrate proteste da parte di un'attivista nota per il suo ruolo in un gruppo musicale di dissidenti russi. Durante un intervento, ha confrontato il politico locale con un uomo di bassa statura, associandolo anche a una figura nota per il suo ruolo di leader. La stessa ha affermato che a Venezia dovrebbe essere presente solo l’arte di coloro che si oppongono al governo russo.
Prima ancora delle performance, dei brindisi e delle code davanti ai padiglioni, alla Biennale di Venezia sono arrivate le proteste. Da mesi il nodo della presenza russa – tra chi ne chiede l’esclusione per l’invasione dell’Ucraina e chi la difende in nome di una cultura che dovrebbe restare «uno spazio aperto» – alimenta polemiche, tensioni e prese di posizione sempre più accese. Oltre alle ormai note dichiarazioni istituzionali e alle dimissioni della giuria, a mobilitarsi sono state le Pussy Riot, collettivo artistico femminista punk-rock bandito in Russia, che insieme alle ucraine Femen hanno organizzato un blitz davanti al padiglione di Mosca nei giorni della pre-apertura della manifestazione d’arte, contestando la presenza russa.🔗 Leggi su Open.online
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