Bakari Sako prima di esser ucciso si era rifugiato in un bar La procuratrice | Il proprietario lo ha cacciato via
Bakari Sako, l’uomo ucciso a Taranto lo scorso fine settimana, si era rifugiato in un bar durante l’aggressione, secondo quanto dichiarato dalla procuratrice. Il proprietario del locale avrebbe successivamente cacciato via Sako, che si trovava in difficoltà. L'episodio è stato al centro di un’inchiesta per chiarire le circostanze dell’aggressione e della successiva morte dell’immigrato.
Bakari Sako, l’immigrato regolare ucciso da un gruppo di giovanissimi a Taranto lo scorso sabato aveva provato a rifugiarsi in un bar durante l’aggressione, ma sarebbe stato cacciato. A riferire del dettaglio è la procuratrice tarantina, Eugenia Pontassuglia. « Non ci sono decreti sicurezza che tengano – ha riferito in alcune parole raccolte dal Corriere della Sera – non servono solo pene più severe o nuovi reati, dobbiamo cambiare la cultura, dobbiamo cominciare a pensare che ogni persona ha diritto di vivere ed essere rispettata perché la terra è di tutti». Bakari lasciato solo. Bakari alle cinque del mattino percorreva la città in bicicletta per andare a lavorare e garantire sostegno economico alla propria famiglia.🔗 Leggi su Open.online
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