Salario giusto | norma rivoluzionaria
Una nuova norma sul salario giusto è entrata in vigore, portando con sé modifiche significative nella regolamentazione del settore. La legge stabilisce criteri specifici per determinare le retribuzioni, interviene sugli accordi contrattuali e introduce nuove procedure di controllo. Tra le novità ci sono anche sanzioni per le aziende che non rispettano le disposizioni e modalità più chiare di verifica delle retribuzioni. La norma ha già suscitato reazioni da parte di diverse associazioni di categoria.
Paone Proviamo per un momento a lasciarci alle spalle le consuete critiche, politiche o tecniche, su ciò che nel decreto Primo maggio manca o avrebbe dovuto o potuto esserci, e limitiamoci ad osservare la (sola e ancora in bozza) norma sul salario giusto tenendo a fuoco l’Italia il sistema sindacale italiano e le sue regole. Per onestà intellettuale, la si condivida o meno, bisogna riconoscere che trattasi di una disposizione rivoluzionaria destinata a produrre effetti di sistema e nel lungo periodo. Per capirla meglio, anzitutto mettiamo in ordine i nuovi criteri in materia salariale che il legislatore vuole introdurre nell’ordinamento. Per prima volta nella storia dell’ordinamento giuslavoristico, si afferma che la contrattazione collettiva è lo “strumento” per determinare il salario giusto ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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