Mohamed Tadjadit il poeta dell’Algeria rischia la pena di morte
Mohamed Tadjadit, noto come il “poeta dell’Algeria”, si trova in carcere con l’accusa di minaccia alla sicurezza dello Stato. La sua detenzione è collegata alla partecipazione al movimento di protesta Hirak, che dal 2019 chiede riforme, giustizia e diritti nel paese. Tadjadit ha espresso opinioni critiche sui governi e le istituzioni attraverso social media e manifestazioni pubbliche. La sua situazione attira l’attenzione internazionale, considerando le accuse e le possibili conseguenze legali.
Mohamed Tadjadit è la voce dell’Algeria. Almeno, di quella sua parte giovane e scontenta che da anni chiede riforme, giustizia e diritti attraverso il movimento di protesta Hirak, costituitosi nel 2019, e l’hashtag #ManichRadhi (“Non sono soddisfattoa)”. L’anno scorso è stato insignito del premio Libertà d’espressione nell’arte di Index of Censorship. Tadjadit era stato già condannato a 16 mesi di carcere nel marzo 2022. La pena era stata poi ridotta in appello, cosa che aveva consentito al poeta di tornare in libertà cinque mesi dopo. Ora, con un gioco di prestigio contestato dagli esperti Onu sui diritti umani e di cui è palese il trucco – un articolo del codice penale che consente di celebrare un nuovo processo per le stesse azioni ma modificando le imputazioni – il poeta rischia addirittura la pena di morte.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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