L’algoritmo crea occupazione Più tecnici e meno impiegati
Secondo recenti analisi, l’intelligenza artificiale sta modificando il panorama occupazionale senza eliminarlo, spostando i posti di lavoro verso ruoli più tecnici. Le aree coinvolte includono cantieri, fabbriche e data center, dove vengono impiegate nuove tecnologie per automatizzare e migliorare i processi produttivi. Questa trasformazione interessa principalmente figure specializzate, mentre si riducono i posti dedicati alle attività più semplici o ripetitive.
L’ INTELLIGENZA artificiale non ruba lavoro, lo sposta. Soprattutto nei cantieri, nelle fabbriche, nei data center. È qui che si sta giocando la nuova partita dell’ occupazione, con una domanda di tecnici specializzati che corre a una velocità tripla rispetto a quella degli impiegati. A dirlo è un’analisi di Randstad, basata su oltre 50 milioni di offerte di lavoro nel mondo, di cui più di 7 milioni in Italia, che fotografa un cambio di paradigma netto: l’algoritmo crea occupazione, ma soprattutto per chi sa costruirlo e mantenerlo. Dal 2022, con l’esplosione dell’IA generativa, la richiesta di profili tecnici è decollata. In Italia, le offerte per tecnici di robotica sono cresciute del 152%, quelle per ingegneri HVAC del 74% e per tecnici dell’automazione industriale del 67%.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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