Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes | le pillole del giorno
Il ministero della Cultura si trova in una fase di tensione, mentre un rappresentante del governo si dirige a Cannes. Oggi, tra notizie di politica e cultura, si segnalano anche aggiornamenti su una figura pubblica che sembra aver preso le distanze da alcune questioni passate. La giornata si conclude con alcune dichiarazioni e movimenti che attirano l’attenzione di chi segue da vicino gli sviluppi nel settore.
Alla fine Alessandro Giuli è entrato nel mood di chi non deve più niente a nessuno. I tempi di osservanza al diktat meloniano, dopo aver dovuto fare a meno a inizio mandato del suo primo capo di gabinetto Francesco Spano (ai Fratelli evidentemente non andava giù il suo essere «pederasta» e comunista), paiono essere terminati. Giuli – che già ha animatamente discusso con Pietrangelo Buttafuoco sul dossier Biennale, scaricato amabilmente la direttorissima Beatrice Venezi al suo destino e battibeccato con Matteo Salvini che aveva criticato sui social la sua decisione di non presenziare all’inaugurazione della Biennale – ha deciso di procedere con un suo personale repulisti che è anche una completa desangiulizzazione (e demelonizzazione?) del ministero di via Collegio romano.🔗 Leggi su Lettera43.it

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