Il Trattato dell’Indo tra India e Pakistan Origini squilibri e crisi di un accordo asimmetrico
Il Trattato dell’Indo, firmato tra India e Pakistan, riguarda la gestione delle acque dei sei principali fiumi del sistema fluviale dell’Indo, che attraversano entrambi i paesi. L’accordo stabilisce modalità di utilizzo e distribuzione delle risorse idriche, ma presenta squilibri tra le parti e ha causato diverse crisi nel tempo. La gestione condivisa delle acque rappresenta un tema centrale nelle relazioni tra i due Stati, spesso affrontato in sede diplomatica.
Il sistema fluviale dell’Indo comprende sei grandi fiumi — Indo, Chenab, Jhelum, Ravi, Beas e Sutlej — che scorrono attraverso i territori sia dell’India sia del Pakistan. Il sistema garantisce acqua potabile, agricoltura e produzione di elettricità nell’intero bacino dell’Indo, sostenendo centinaia di milioni di persone su entrambi i lati del confine. Quando l’India britannica fu divisa nel 1947, anche il sistema dell’Indo venne spartito tra i due nuovi Stati. La realtà geografica era evidente: l’India, come Stato rivierasco a monte, controllava le sorgenti della maggior parte dei fiumi, mentre il cuore agricolo del Pakistan — le pianure fortemente irrigate del Punjab — dipendeva in modo cruciale dal continuo flusso delle acque provenienti da est.🔗 Leggi su Formiche.net

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