Emmanuel Carrère tutto questo non è un romanzo russo
L’explicit del capitolo introduttivo di Kolchoz (traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, pp. 407, € 22,00) è un rebus per solutori esperti. Bisogna infatti conoscere Philip K. Dick e sapere che Emmanuel Carrère ne ha liberamente descritto la vicenda umana e letteraria in un libro risalente ormai a diversi anni fa – di fatto, agli inizi della sua carriera – per cogliere il senso di queste parole: «Allora, poiché loro sono morti, e fintanto che sono vivo, lo faccio io». La frase è un rimando al quadrato: evoca il titolo di quella biografia sui generis, Io sono vivo, voi siete morti, che è a sua volta una battuta chiave di Ubik, romanzo fondamentale dell’autore considerato da Carrère «una specie di Dostoevskij della nostra epoca».🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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Emmanuel Carrère: “Ci avviamo al tracollo della civiltà. O peggio: all’estinzione della specie”Milano – Monsieur Carrère, la rockstar! Che le reazioni nel pubblico sono quelle di un concerto, mica di un compassato evento letterario.