Daniele Guastini la funzione-Francesco e la riduzione al particolare
Chi lavora con documenti delle istituzioni culturali europee o statunitensi nota spesso come la funzione di Francesco venga ridotta al particolare. Questa tendenza si riscontra in diversi testi ufficiali, dove si preferisce evidenziare aspetti specifici piuttosto che affrontare il quadro generale. L’attenzione si concentra su dettagli concreti, lasciando meno spazio a analisi più ampie o interpretazioni più profonde. La questione riguarda soprattutto l’uso di certi strumenti di analisi e di rappresentazione dei contenuti.
Chi ha a che fare con documenti delle istituzioni culturali europee o statunitensi sarĂ assuefatto alla categoria di «premoderno» con riferimento a tutto ciò che precede l’etĂ moderna, implicitamente presupposta come il valore assoluto con cui ogni altro deve misurarsi. L’espressione è particolarmente irritante per chi si occupi di antichitĂ e medioevo, il cui studio sembra giustificato solo come preparazione di un centro di interesse esterno. Ma, anche se si accetta questa gerarchia concettuale, come definire collocazione e caratteristiche del moderno? Il discrimine cronologico al 1492 non è invalso se non nella partizione scolastica, e il senso comune riferisce il concetto al tempo dell’economia industriale, secoli dopo.🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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