Breve fenomenologia dei defunti resuscitati dall' AI | da Ugo Foscolo alla Cina

Un commento ascoltato di recente riguarda la possibilità di usare l’intelligenza artificiale per far rivivere persone defunte, evocando figure come Ugo Foscolo o, più recentemente, esempi provenienti dalla Cina. La discussione ruota intorno alla capacità delle tecnologie digitali di ricreare identità e ricordi, sollevando interrogativi su ciò che si può o non si può fare con i sistemi artificiali. La conversazione si concentra su un’idea che riguarda la memoria e la presenza digitale di individui scomparsi.

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Una volta (una volta per modo di dire, il tempo tecnologico passa molto velocemente) mi ha detto: “Ma questa AI non potrebbe far rivivere papà?”. Questa domanda mi ha commosso e allo stesso tempo irritato, le ho risposto bruscamente “no, mamma, papà è morto purtroppo”, lei però mi ha sorpreso: “Lo so. Per parlarci, come un’illusione” e sono rimasto senza parole. Finché non mi sono imbattuto sul fenomeno dei morti viventi in Cina. No, non zombi (ancora non ci siamo, salvo nuovi virus), piuttosto defunti ricreati con l’AI che parlano con i propri cari. E annesso dibattito di pro e contro. Ovviamente c’è già dietro un business, e arriverà anche qui.🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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