Il rifugio dei pavoni Un rudere comunale | Qui non si dorme più
In un'area abbandonata, si trovano un cancello arrugginito, una cassetta delle lettere deteriorata e un cartello che indica il divieto di accesso. Alla vista ci sono anche resti di una rete arancione da cantiere, mentre all’interno si intravedono strutture in rovina. Il sito, conosciuto come il rifugio dei pavoni, è ormai disabitato e privo di attività umane, con segni evidenti di abbandono.
Un cancello arrugginito e così anche la cassetta delle lettere. Un cartello ’Divieto d’accesso’ e i resti di una rete arancione da cantiere. Dietro, ormai diroccata, una casa colonica di ingenti dimensioni: la facciata è ricoperta dall’edera e all’interno si vedono spuntare dei rami, proprio dove una volta doveva esserci il tetto. Accanto, un casotto di servizio senza più porta. In fondo, quando l’erba è falciata, si intravede quello che dev’essere un bunker della Seconda Guerra Mondiale. Nel giardino, neanche a dirlo, passeggiano indisturbati loro: i pavoni che da giorni vediamo su tutte le televisioni e diventati anche il trend social del momento, usato anche dai profili social di colossi come Amazon e Spotify.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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