Il coraggio del colore di Hiromi Ueda make up artist Giorgio Armani
In un loft milanese, con luce naturale che entra dalle grandi finestre, incontriamo Hiromi Ueda, make up artist di Armani. La conversazione si concentra sul suo lavoro e sull’uso del colore nel trucco. Ueda spiega come sceglie le tonalità e le tecniche che applica sui volti, condividendo dettagli sul suo ruolo all’interno dell’azienda e sui progetti recenti. Nessuna opinione personale, solo fatti relativi alla sua professione e alle sue scelte artistiche.
In principio, era la luce. Quella naturale, filtrata dalle grandi finestre del loft milanese in cui incontriamo Hiromi Ueda, global make up artist di Armani. E quella artificiale delle lampade, che l’autrice dei look di questo servizio sposta e dirige per scolpire i volti, con la stessa attenzione con cui miscela i pigmenti sul dorso della mano. Sta per sfumare un blush magenta sugli occhi, quando chiede un po’ di musica. E, non appena il basso di You’re Not Good Enough dei Blood Orange riempie la stanza, si illumina in un sorriso disteso, che contagia tutto il set. Intorno a lei boccette e pennelli si moltiplicano, mentre continua a sfumare...🔗 Leggi su Amica.it

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