Il Bhutan è stato il primo Paese a credere nella felicità collettiva Ogni politica governativa viene valutata in base al suo impatto sul benessere degli abitanti
Da circa cinquant’anni, un piccolo regno ai piedi dell’Himalaya cerca di misurare la felicità della sua popolazione, valutando ogni decisione politica in base al benessere dei cittadini. La sua strategia ha portato a un modello unico al mondo, dove l’attenzione al benessere collettivo supera gli indicatori economici tradizionali. La sfida di quantificare la felicità di un’intera nazione rimane complessa, ma questa nazione ha deciso di provarci con convinzione.
S i può misurare la felicità? Ancora più difficile: si può misurare la felicità di tutta una nazione? C’è un piccolo regno che ci prova da 50 anni, disteso ai piedi dell’Himalaya, stretto tra la Cina sopra e l’India sotto. 800mila abitanti, poco meno di Torino, su una superficie grande come la Svizzera. Il segreto per la felicità? Sorridere. E la scienza lo conferma X Leggi anche › Giornata Mondiale della Felicità: un percorso tra desiderio, scelta e consapevolezza È il Bhutan, dove le strade asfaltate sono arrivate solo negli anni Sessanta e la televisione 26 anni fa, il cui quarto re, Jigme Singye Wangchuck, viso d’angelo come un Alain Delon asiatico, ebbe negli anni Settanta un’intuizione intrigante: misurarne l’indice di felicità.🔗 Leggi su Iodonna.it

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