Le piattaforme offshore possono alleviare la richiesta energetica dei data center ma non sostituirla

Recentemente è stato annunciato un investimento di 140 milioni di dollari in una società che intende far funzionare data center per l’intelligenza artificiale in mare aperto, sfruttando l’energia delle onde. Le piattaforme offshore vengono considerate come una possibile soluzione per ridurre la domanda energetica dei data center, anche se non si prevede che possano sostituirla completamente. Questa iniziativa si inserisce nel tentativo di trovare alternative più sostenibili per alimentare strutture di grandi dimensioni.

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Peter Thiel ha investito 140 milioni di dollari in una società che vuole far funzionare data center per l’intelligenza artificiale in mare aperto, alimentandoli con l’energia delle onde. Il fondatore di Palantir e Paypal spera così di risolvere per primo e in anticipo su tutti gli altri il collo di bottiglia dell’intelligenza artificiale. I nuovi modelli richiedono una quantità crescente di potenza di calcolo, ma ogni nuovo data center ha bisogno di tanta elettricità e spazi enormi. Costruirne abbastanza sulla terraferma sta diventando sempre più complicato a causa dei permessi e delle speculazioni di chi ha capito l’esigenza del mercato.  La società che ha ricevuto l’ingente finanziamento è nata in Oregon nel 2016 e si chiama Panthalassa.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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