Beccalossi un dio imperfetto | anche i suoi rigori sbagliati sono diventati arte
Un calciatore noto per le sue doti tecniche e la visione di gioco ha lasciato un segno indelebile nel calcio, riuscendo a conquistare tifosi, giornalisti e avversari. La sua capacità di trasformare anche gli errori, come i rigori sbagliati, in momenti di spettacolo ha attirato l’attenzione di molti. Tra i commenti più sorprendenti, quello di un ex campione che si chiedeva come non potesse essere chiamato in Nazionale.
Evaristo Beccalossi ondeggia con quel culo cascato giù come un hula hoop, gli avversari spariscono e fa gol con un sinistro di seta. Così si presenta a San Siro nella calda notte del 31 agosto 1978. Ha 22 anni e tanti riccioli. Amichevole Inter-Vicenza. A Mariolino Corso brillano gli occhi: "È il mio erede". I tifosi si guardano come apostoli allo spezzare del pane: "È lui che aspettavamo". Questo è stato il Becca: il dio della gente, l’allegria del popolo. Un dio imperfetto, perché fumava e leggeva la Gazza sul lettino dei massaggi e si nascondeva quando il Sergente Bersellini ordinava giri di campo, ma pur sempre un dio che si è fatto arte: i suoi rigori sbagliati sono diventati teatro, Brera lo ha battezzato (Driblossi), Beppe Viola lo ha eternato: "Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto".🔗 Leggi su Gazzetta.it

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