Uno Bianca Savi choc | Dietro di noi c’erano i servizi Ci dissero di uccidere Capolungo
Un ex membro della banda Uno Bianca ha rivelato che, durante le operazioni, dietro di loro c’erano i servizi e che gli fu ordinato di uccidere una delle vittime. La testimonianza si riferisce a un periodo di sette anni caratterizzato da violenze e confronti, durante i quali furono uccise ventiquattro persone e oltre cento furono ferite. La dichiarazione ha portato alla luce dettagli inediti su quell’epoca di tensioni e scontri.
Mezze frasi. Allusioni. Lunghi silenzi. Su sette anni di terrore. Ventiquattro morti. Oltre cento feriti. "Se non succedeva era meglio". Ma sulla Uno bianca "non tutto" è stato detto. Roberto Savi, per la prima volta, parla in un’intervista. Dal carcere di Bollate, dove lo riprendono le telecamere di Rai Due di Belve Crime, invecchiato e stanco, il maggiore dei fratelli Savi risponde alle domande di Francesca Fagnani. E parla di sé, del carcere, del rapporto con Fabio e Alberto. Ma soprattutto, torna a parlare dei legami della banda, composta da poliziotti (solo Fabio era civile), con gli apparati. Con quei servizi segreti "che prima hanno evitato ci prendessero.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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