Padiglione Austria | nudo integrale alla Biennale di Venezia
Al Padiglione Austria alla Biennale di Venezia, è stata allestita un’installazione che presenta corpi femminili nudi. L’opera include un elemento all’ingresso: una campana con una donna appesa al batacchio, considerata come simbolo del tempo che scorre. La mostra si propone di riflettere su ciò che definisce un sistema fuori controllo, attraverso rappresentazioni esplicite e simboliche.
Dentro, i corpi nudi delle performer si intrecciano su un albero di statue bronzee, altri si muovono come animali in vetrina negli zoo. E al centro, un acquario e all’interno un’altra donna. A fianco due bagni chimici che alimentano la vasca. «In Seaworld Venice la promessa del progresso si dispiega come una distopia frankesteiniana — spiega la curatrice — cani robot guardano l’acqua che si alza dietro il vetro, come Cerberi meccanici a guardia di un altare sacrificale. Qui una performer vive in una vasca alimentata dai fluidi corporei del pubblico». Un «sistema di riciclo a circuito chiuso» metafora «di una vita vissuta nei rifiuti altrui». Biennale, si dimette la Giuria internazionale.🔗 Leggi su Imolaoggi.it
La performance dell’Austria: nudo integrale alla Biennale di Venezia
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