Cristina Mazzotti le condanne | Non personaggi occasionali Inseriti nel contesto criminale
Il 30 giugno 1975, Cristina Mazzotti fu sequestrata a Eupilio, in provincia di Como. Le condanne definitive hanno stabilito che i rapitori non erano semplici individui occasionali, ma facevano parte di un contesto criminale organizzato. Le sentenze hanno chiarito che i responsabili avevano ruoli precisi all’interno di un gruppo dedito ad attività illecite. Lo sviluppo delle indagini ha portato alla condanna di alcuni degli imputati coinvolti nel rapimento.
EUPILIO (Como) I rapitori che la sera del 30 giugno 1975 sequestrarono Cristina Mazzotti, non erano "figure isolate o occasionali, ma soggetti inseriti, già all’epoca dei fatti, in reti criminali, luoghi di ritrovo, contesti logistici e ambienti relazionali perfettamente compatibili con la matrice e con la struttura dell’operazione". Lo stabilisce la Corte d’Assise di Como, in uno dei passaggi più significativi delle motivazioni della sentenza, che il 4 febbraio ha portato alla condanna all’ergastolo di Demetrio Latella, 71 anni, e Giuseppe Calabrò, 76 anni, due dei tre imputati accusati di aver fatto parte del gruppo di fuoco che quella sera bloccò a Eupilio la Mini Minor su cui viaggiava Cristina.🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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