Buttafuoco | Alla Biennale selezioniamo opere non passaporti
Durante un intervento recente, un rappresentante della Biennale ha dichiarato che la manifestazione si concentra sulla selezione di opere artistiche, non sui documenti di identità. Ha aggiunto che chiudere le porte a determinate persone indebolisce la possibilità di un dialogo aperto tra culture diverse. Secondo quanto affermato, se la Biennale scegliesse di valutare solo le appartenenze o i passaporti, perderebbe il ruolo di spazio di incontro tra mondi differenti, soprattutto in tempi di divisioni globali.
«Chiudere a qualcuno significa rendere più fragile l’apertura verso l’altro e se la Biennale selezionasse non le opere ma le appartenenze, non le visioni ma i passaporti smetterebbe di essere il luogo dove il mondo si incontro e si incontra a maggior ragione quando il mondo è lacerato». Lo ha detto il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco alla conferenza stampa di presentazione della 61esima edizione, affrontando il tema della presenza russa alla manifestazione. Buttafuoco: «Qui un unico veto, all’esclusione preventiva». Buttafuoco ha inoltre detto: «Questa è una Biennale che non vuole risolvere, ma mostrare, aprire alle domande. Qui l’ unico veto è l’ esclusione preventiva.🔗 Leggi su Lettera43.it

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