Uno Bianca quando il ricordo è un dovere

Il 2 maggio 1991, in via Volturno a Bologna, si verificò un omicidio che coinvolse due persone, una proprietaria di un’armeria e un appuntato dei carabinieri in pensione. La donna e l’uomo furono uccisi in circostanze che sono state al centro di discussioni giudiziarie e processi, contribuendo a definire una pagina tragica della storia locale. La vicenda resta impressa come un ricordo che non si può dimenticare.

Bologna, 5 maggio 2026 – Il 2 maggio del 1991 in via Volturno, a Bologna, furono uccisi in un’armeria Licia Ansaloni, la proprietaria, e Pietro Capolungo, appuntato dei carabinieri in pensione che l’aiutava nel lavoro quotidiano. Fu uno dei tanti episodi di sangue della banda della Uno Bianca, capeggiata dai fratelli Savi, che tra il 1987 e il 1994 terrorizzò l’Emilia-Romagna e le Marche mettendo a segno decine e decine di rapine e provocando la morte di 24 persone e il ferimento di altre 115. In via Volturno non c’è una targa che ricordi il 2 maggio del 1991. In quella strada, via Volturno, nel centro di Bologna, non c’è una targa che ricordi quanto successo.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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