Prove INVALSI Corsini | Così gli adulti misurano l’immaturità dei giovani per non guardare sé stessi

Cristiano Corsini, docente di Pedagogia sperimentale all’Università Roma Tre, ha commentato sui social network la ripresa delle prove INVALSI, scegliendo un post pubblico per esprimere il suo punto di vista. La discussione si inserisce nel contesto delle valutazioni nazionali rivolte agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Le prove sono state riprese dopo una pausa e sono al centro di un dibattito pubblico sul loro ruolo e sulle modalità di valutazione.

Cristiano Corsini, ordinario di Pedagogia sperimentale all’Università Roma Tre, ha scelto un post pubblico su Facebook per intervenire a margine della ripresa delle prove INVALSI. Il suo ragionamento parte da lontano, dalla concezione originaria dello strumento. Le prove, spiega il professore, erano state pensate per valutare il sistema scolastico nel suo insieme, compreso il lavoro del ministero. Ma il ministero, annota Corsini, “è potente e non ha voglia di essere valutato”. Così quella strada è stata abbandonata. Si è allora pensato di utilizzare i test per valutare dirigenti e docenti. Anche in questo caso, secondo il pedagogista, l’ostacolo è stato lo stesso: “dirigenti e docenti hanno meno potere del ministero, ma non hanno maggior voglia di sottostare a una simile valutazione”.🔗 Leggi su Orizzontescuola.it

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