Pallottole contro pietre

Il 4 maggio, il maggiore generale Avi Bluth, comandante del Comando Centrale israeliano in Cisgiordania, ha affermato a Haaretz che i soldati israeliani non rispondono con armi da fuoco ai coloni ebrei che lanciano pietre, citando le conseguenze sociali di tale scelta. La dichiarazione si inserisce nel contesto delle tensioni tra forze di sicurezza e gruppi di coloni nella regione.

Il maggiore generale Avi Bluth, comandante del Comando Centrale israeliano in Cisgiordania, ha dichiarato il 4 maggio a Haaretz che i soldati non sparano ai coloni ebrei che lanciano pietre perché farlo «ha profonde conseguenze sociologiche». Ai palestinesi si applicano norme di ingaggio allentate per creare un «effetto deterrente». Ha aggiunto: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dalla fine del 1967». Ha parlato con un giornalista, non in sede riservata. Ha usato il 1967 come metro del fuoco attuale in Cisgiordania. Ha chiamato «monumenti zoppicanti nei villaggi» i palestinesi menomati in modo permanente: segnale deliberato del prezzo da pagare.🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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