Il girotondo degli intellettuali di destra attorno a Meloni

Negli ultimi tempi, si è assistito a un fenomeno di aggregazione tra alcuni intellettuali di destra che supportano pubblicamente il governo. Diversi autori e commentatori, noti per le loro posizioni politiche, hanno espresso sostegno attraverso articoli, interviste e interventi sui social media. Questa dinamica ha suscitato discussioni nel mondo culturale e mediatico, evidenziando un confronto tra fazioni diverse sulle scelte politiche e sulla rappresentanza intellettuale.

Non c’è bisogno di ricordare quella vecchia e un po’ volgare battuta sugli intellettuali che sarebbero sempre i primi ad abbandonare la nave che affonda, per vedere come, all’indomani della sconfitta subita dal governo nel referendum, sia proprio il fronte della battaglia per l’egemonia culturale ad avere ceduto di schianto. Il caso più complicato e doloroso è ovviamente quello della Biennale di Venezia, con la riapertura del padiglione russo, le manovre del presidente Pietrangelo Buttafuoco e il suo scontro con il ministro della Cultura Alessandro Giuli a colpi di citazioni del Gattopardo (Giuli paragona Buttafuoco a Ciccio Tumeo, inteso come «inconsolabile espressione di un ancien régime isolazionista e borbonico, che non riconosce l’unità d’Italia»).🔗 Leggi su Linkiesta.it

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