Nessuna discriminazione in culla | l’università di Pisa fa luce sulla sproporzione tra i sessi nel Medioevo

Un nuovo studio dell’università di Pisa analizza il rapporto tra uomini e donne nel Medioevo, sfatando l’idea che la sproporzione fosse dovuta a discriminazioni o cure diverse per le neonate. La ricerca si concentra sui dati demografici dell’epoca, evidenziando che la maggiore presenza maschile non deriva da pratiche sociali o culturali, ma potrebbe essere attribuita ad altri fattori. La questione ha coinvolto studiosi e storici nel tentativo di comprendere meglio le dinamiche di quel periodo.

PISA – Per molto tempo si è ipotizzato che il netto squilibrio demografico a favore della popolazione maschile durante il Medioevo derivasse da pratiche discriminatorie o da una minore cura riservata alle neonate. Tuttavia, un nuovo lavoro scientifico durato due anni e pubblicato sulle pagine della rivista Plos One smonta questa tesi: le figlie femmine, in realtà, godevano di un periodo di nutrimento materno superiore rispetto ai coetanei maschi. Il progetto internazionale ha visto la sinergia tra due atenei canadesi, la McMaster University e la Trent University, e l’ Università di Pisa, nello specifico attraverso il Dipartimento di rcerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia.🔗 Leggi su Corrieretoscano.it

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