Nel 1947 il protagonista Agop decide di rispondere all’appello di Stalin e del Partito comunista francese | tutti gli armeni del mondo sono benvenuti in Unione Sovietica una nuova Repubblica di Armenia li aspetta Ma non tutto andrà per il verso giusto
Nel 1947, un uomo di origini armene decide di rispondere all’appello di Stalin e del Partito comunista francese, accettando l’invito a trasferirsi in Unione Sovietica in vista della creazione di una nuova Repubblica di Armenia. La vicenda fa parte di un percorso narrativo che ripercorre la storia di una famiglia armena sopravvissuta al genocidio e poi emigrata in Francia. Questo racconto si inserisce nel secondo volume di una trilogia scritta dall’autore, che porta avanti un lungo racconto familiare.
È il secondo volume di una trilogia, una lunga e appassionante saga, in cui Ian Manook, al secolo Patrick Manoukian, ripercorre la storia della sua famiglia, scampata al genocidio armeno ed emigrata in Francia. L’esodo degli Armeni dal Nagorno Karabach: migliaia in fuga X Leggi anche › Armenia, viaggio nella memoria Dopo che nel primo libro L’uccello Blu di Erzerum (sempre edito da Fazi) aveva raccontato le terribili violenze subite da sua nonna Araxie e le vicissitudini della deportazione qui, ne Il canto di Haïganouch, il filo della storia riprende nel 1947, quando Agop, il miglior amico di suo nonno Haigaz, decide di lasciare la Francia e tornare in Patria, rispondendo alla chiamata di Stalin e del Partito comunista francese.🔗 Leggi su Iodonna.it

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