Il dovere della memoria
Non ci sono cerimonie ufficiali o commemorazioni previste per ricordare le due persone uccise dalla banda della Uno Bianca. La vicenda, avvenuta anni fa, resta senza eventi pubblici dedicati alle vittime. La mancanza di manifestazioni pubbliche è stata segnalata come una scelta delle autorità locali. La notizia ha suscitato attenzione tra chi ricorda quei tragici momenti, senza però portare a iniziative ufficiali di commemorazione.
Nessuna cerimonia per ricordare quelle due vite spezzate dalla furia omicida della banda della Uno Bianca. Nessun momento, neanche minimo, per onorare Licia Ansaloni, proprietaria dell’armeria di via Volturno, e l’appuntato dei carabinieri in pensione Pietro Capolungo, che le dava una mano in negozio. Nulla di nulla. Nemmeno una targa nel palazzo dove si trovava l’armeria. Insomma, diciamolo chiaro: quella compiuta dai fratelli Savi il 2 maggio 1991 è una strage dimenticata. "Avevo provato a chiedere, tramite l’amministratore del palazzo, se era possibile affiggere una targa – ha raccontato al Carlino Alberto Capolungo, il figlio di Pietro – I condomini, però, non hanno voluto".🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it
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