Autolesionismo e tentati suicidi il primo libro scritto da un migrante nel cpr di Ponte Galeria | Racconto la disperazione di chi è dentro
Un migrante detenuto nel centro di permanenza di Ponte Galeria ha scritto il suo primo libro, in cui descrive la propria esperienza di autolesionismo e tentativi di suicidio. La narrazione si focalizza sulla disperazione vissuta all’interno della struttura, menzionando episodi di rivolta per la mancanza di cibo o per la cattiva qualità di quello fornito, oltre a riferimenti a pestaggi e silenzi delle autorità .
Bocche cucite, rivolte scoppiate per assenza o per cibo sbagliato, tentati suicidi e pestaggi. Sono questi alcuni dei racconti raccolti nel primo libro scritto dall’interno di un ex Cie (gli attuali Cpr, Centri di Permanenza per i Rimpatri) dal titolo Diario di un invisibile, nell’inferno di un centro di detenzione amministrativa italiano (edito da Sensibili alle Foglie, in libreria dal 20 aprile 2026). I fatti narrati risalgono a circa 10 anni fa, quando a cavallo del 2014 e del 2015, l’autore Sunjay Gookooluk, originario delle Mauritius, in Italia da circa 30 anni, venne internato due volte e per diversi mesi a Ponte Galeria, a pochi chilometri dal centro di Roma, per mancanza di permesso di soggiorno.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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