In cattedra l’enologo batte il pedagogo?
Un dibattito sembra aperto tra le figure di insegnante e specialista, con l'enologo che si chiede se il ruolo del docente sia più quello di trasmettere nozioni o di guidare gli studenti nella comprensione diretta. La discussione coinvolge il modo migliore di condividere le competenze, con alcune opinioni che suggeriscono un approccio più pratico e diretto. La questione rimane aperta, senza che si arrivi a una conclusione univoca.
Perché se il sapere finisce imbottigliato in cervelli non idonei a valorizzarlo, la possibilità che sviluppi vero progresso: intelligenza, civiltà, utilità sociale è a dir poco remota. E non è improbabile che il sapere travasato nel cervello sbagliato, finisca per danneggiarlo, accentuandone stupidità o pazzia. Proprio come il mosto imbottigliato in un contenitore sporco o debole, finisce per far saltare il tappo o scoppiare il contenitore. Come l’americano Cole Thomas Allen, ingegnere meccanico col cervello sbiellato, che ha pensato di poter ammazzare Trump; ma come un topo ha mangiato il formaggio ed è rimasto nella tagliola. In Italia, lo sfascio del sistema sociale, prima chè alla politica di oggi, è imputabile a quella di 167 anni fa, (legge Casati 1859, che rese obbligatorio un biennio di istruzione.🔗 Leggi su Imolaoggi.it

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