Se assunzioni e promozioni si basassero su criteri trasparenti le disparità di genere sparirebbero Se ad emergere fossero i migliori ci sarebbe davvero equità Potremmo pensarlo ma non è così
In molte aziende le assunzioni e le promozioni non seguono criteri chiari e trasparenti, portando a disparità di genere che persistono nel tempo. La realtà dei fatti dimostra che, in molti casi, le opportunità non sono uguali per tutti, indipendentemente dalle capacità o dai meriti. La questione riguarda l’intera dinamica lavorativa, dall’ingresso fino alle promozioni, senza differenze di genere.
I l problema non è – semplicemente – il lavoro delle donne, ma l’equità sul lavoro tra uomini e donne dal primo giorno all’ultimo. Le donne occupate sono tante: nell’UE rappresentano il 46,4% degli occupati. Poche sono invece le leader: solo il 34,8% dei manager e meno del 10% dei CEO nelle grandi società quotate. L’opinione corrente è che ci sia sotto una qualche forma di discriminazione. E che, se solo i sistemi fossero davvero meritocratici, se assunzioni e promozioni si basano su criteri trasparenti e legati alla performance, questo non accadrebbe, e le disparità di genere scomparirebbero, in un battito di ciglia. Purtroppo, ha rilevato uno studio della professoressa Mariya Todorova dell’Università Bocconi, non è così.🔗 Leggi su Iodonna.it

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