Una giornata con Francesca che ha la sindrome di Ehlers-Danlos | Io non sono la mia diagnosi
Una giornata con Francesca, che vive con la sindrome di Ehlers-Danlos, mostra come affronta le sfide quotidiane legate alla sua condizione. In un'intervista, ha raccontato che la sua principale preoccupazione riguarda il catetere, temendo che possa creare disagio agli altri. Tuttavia, ha aggiunto che preferisce concentrarsi sulla sua necessità di averlo per poter vivere normalmente, senza lasciarsi definire dalla diagnosi.
"La mia unica paranoia è se il mio catetere può dar noia a qualcuno, ma poi mi dico: mi serve per sopravvivere, quindi il problema non è mio ". Ha un sorriso contagioso, Francesca D. Eppure ha dovuto imparare a negoziare con il suo corpo ben prima dei suoi coetanei. Fiorentina, 22 anni, studentessa universitaria, tante passioni: “Suono, canto, scrivo, disegno, tengo occupata la mente per distrarmi con un sacco di attività manuali”. Sogna di tornare a fare equitazione, appena avrà il via libera dei medici. La sua storia è fatta di scontri con un sistema sanitario che non sempre sa guardare oltre il sintomo e di una rinascita che passa per uno zainetto modificato, una carrozzina e una voglia matta di normalità.🔗 Leggi su Lanazione.it

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