Pazienti terminali nei Ps | sono sempre di più e senza un iter adeguato
Negli ultimi tre mesi di vita, circa il 60% dei pazienti terminali e cronici che si rivolgono ai Pronto Soccorso vengono trasferiti più volte, con la maggior parte degli spostamenti che avvengono direttamente da casa all’ospedale. Si registra un aumento significativo di accessi da parte di questa categoria di pazienti, senza che siano stati predisposti percorsi di assistenza adeguati. Questi dati segnalano una tendenza in crescita nel ricorso alle strutture di emergenza.
Sono in crescita esponenziale gli accessi nei Pronto Soccorso dei pazienti cronici e terminali. È stato calcolato che negli ultimi tre mesi di vita, circa il 60% di questi pazienti più fragili viene spostato più volte, con la gran parte dei trasferimenti diretti da casa all'ospedale. Però i Pronto soccorso sono, per loro natura, un luogo di cura destinato alle patologie acute, quindi meno adatti al trattamento delle malattie terminali dei pazienti cronici, che sono spesso anziani. E così l'impennata di questi accessi della disperazione nei Ps rischia di finire con i pazienti più vulnerabili "stazionati" per ore, e anche giorni, sulle barelle delle astanterie o nei corridoi per mancanza di posti letto nei reparti di degenza.🔗 Leggi su Iltempo.it

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