I sei volti del boccascena

Nella Sala del Bibiena, il boccascena rappresenta il confine tra il mondo reale e quello della finzione teatrale. Si tratta di un elemento architettonico che segna il passaggio visivo e simbolico tra il palco e il pubblico, definendo uno spazio di transizione. Quello che avviene dietro le quinte, oltre il boccascena, è spesso nascosto all’occhio degli spettatori, ma rimane parte fondamentale della rappresentazione.

C’è un punto preciso in cui la Sala del Bibiena lascia spazio alla finzione: è il boccascena, soglia fisica e simbolica dello spettacolo. Qui, tra i palchetti di proscenio – le cosiddette “barcacce” – si nasconde un dettaglio che spesso sfugge a uno sguardo distratto: una sequenza di volti scolpiti in bassorilievo, disposti come un piccolo ‘pantheon’ al di sopra dell’arco scenico, che raffigurano autori di teatro. @CarloVannini(RE) Il ciclo decorativo risale alla grande ristrutturazione del 1853–1854, quando la sala assume l’aspetto con cui è riconoscibile ancora oggi. In questo intervento, il boccascena viene ridefinito e arricchito con elementi plastici: nuovi fregi, mensole monumentali e un arco scenico ridisegnato.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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