Dal Kabuki al gore estremo | il Giappone stupisce con i film Kokuho e Suicide Club
Questa settimana il cinema giapponese si presenta con due titoli molto diversi tra loro. Da un lato, il film Kokuho, che porta sul grande schermo elementi tipici del teatro kabuki, dall’altro, Suicide Club, un lungometraggio noto per le scene di violenza estrema. Dopo il successo del Far East Film Festival 2026, il pubblico si prepara a scoprire nuove sfumature delle produzioni provenienti dal Giappone.
È la settimana del Giappone al cinema. Passata la luminosa cometa del Far East Film Festival 2026, con un prezioso Koji Yakusho a cui Wim Wenders ha consegnato sul palco di Udine il Gelso d’Oro, ecco due film che fanno tappa in sala: Kokuho – Il Maestro di Kabuki di Lee Sang-il e Suicide Club di Sion Sono. Un derapage percettivo-stilistico da far paura. Da una parte una sontuosa epopea della tradizione artistica giapponese del teatro Kabuki, tagliata sull’intima rivalità e sull’affetto di due giovani attori nel corso di cinquant’anni di altalenante carriera; dall’altra un cinema genuinamente e furiosamente di genere, con al centro una marea irrefrenabile di sanguinolenti e inspiegabili suicidi.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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