Corteo negato al militante pro-Kiev Ora parla chi l’ha allontanato | L’ho fatto per la sua incolumità
Un militante di orientamento filo-kiev è stato impedito di partecipare a un corteo. Chi ha preso questa decisione ha spiegato di averlo fatto per tutelare la sicurezza della manifestazione e ha aggiunto di assumersi la responsabilità di averlo allontanato, definendo l’azione come un “allontanamento garbato” e menzionando la possibilità di provocazioni durante l’evento. La motivazione è stata comunicata da chi ha gestito l’episodio senza riferimenti a nomi o dettagli personali.
"Mi assumo pienamente la responsabilità di ciò che è stato fatto". E cioè "un allontanamento garbato di una persona che poteva perturbare il corteo, anche perché non è da escludere che ci fossero provocazioni". E dunque, cacciare Tino Ferrari, ex docente Unibo, è servito "per fare sì che la sua incolumità venisse assicurata in quel contesto", nel farlo "non c’è stata violenza". Ma oltre a questo, c’è da dire che i vessilli legati all’asta del militante di Italia Viva non erano nei "perimetri politici" della manifestazione. Dopo giorni di silenzio e di "caccia alle streghe" via social nei suoi confronti, parla Giacomo Marchetti, responsabile...🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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