Ripensamenti di un expat

Un uomo che si è trasferito a Parigi racconta di aver trovato un nuovo modo di vivere, con un figlio e una casa dove organizza incontri con amici. Ha deciso di stabilirsi nella capitale francese e di inserirsi nella comunità locale, lasciando alle spalle altri ambienti di vita. La sua esperienza descrive un percorso di adattamento e di relazione con il nuovo contesto urbano e sociale.

«A Parigi mi sono innamorato, ho un figlio e una casa dove riunisco gli amici. Mi sono perfettamente integrato. Ma nel frattempo mia madre è invecchiata, la mia camera di Milano è diventata quella della sua badante e la mia macchina è stata venduta» È regista e docente di Regia e analisi del film alla Scuola Holden e all’École Nationale Supérieure Louis-Lumière. I suoi film sono stati presentati al Festival di Cannes, alla Mostra del cinema di Venezia e alla Berlinale, ottenendo riconoscimenti tra cui il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Molti anni fa, in un bar di Berlino, un amico mi spiegò il significato della parola fernweh – il desiderio di un altrove.🔗 Leggi su Ilpost.it

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