Il voto in nome di Allah per la grande moschea Il caso italiano esplode in Europa
In Italia, si è aperto un dibattito acceso riguardo alle liste elettorali per le prossime amministrative in Veneto, che ha attirato l’attenzione anche nel resto d’Europa. Tra le questioni sollevate, spicca il voto espresso a nome di Allah per la grande moschea, un episodio che ha sollevato polemiche e acceso i riflettori sui temi della rappresentanza religiosa e delle scelte politiche nelle liste. La vicenda ha portato alla luce tensioni tra diverse posizioni politiche e sociali.
La maschera di un ipocrito buonismo è (finalmente) caduta. La composizione delle liste per le elezioni amministrative che si terranno in Veneto hanno confermato ciò chela destra evidenzia da sempre. Ovvero che l'innamoramento della sinistra per gli immigrati non ha solo ragioni ideologiche. Ma anche scopi pratici, che, in politica, magicamente si trasformano in voti. Sono addirittura sei i candidati bengalesi che il Partito Democratico ha presentato nelle sue liste in vista delle comunali di Venezia, dove si presenta come sindaco il segretario regionale dem Andrea Martella. Si tratta di Kamrul Syed e Rhitu Miah per Venezia, Ali Afaye Sumiya Begum perla municipalità di Mestre Carpenedo, Tanzima Akter Nisha per quella di Chirignago Zelarino e Ali Hossain per quella di Favaro Veneto.🔗 Leggi su Iltempo.it

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