Il conflitto nelle strade è figlio di ciò che si vede in Parlamento | incolpare chi gestisce le piazze è ipocrita
Nei giorni scorsi, all’interno del Parlamento, si è svolto il voto sul decreto Sicurezza, con conseguenze che si sono rifletti anche nelle strade. Le tensioni tra le forze politiche sono state evidenti e hanno alimentato polemiche pubbliche. Questa situazione ha portato a sfide tra chi gestisce le piazze e chi si confronta con le istituzioni, evidenziando una relazione complessa tra politica e ordine pubblico.
di Mario Della Cioppa Nei giorni scorsi, all’interno del Parlamento, è andata in scena una nuova amara conferma di una deriva ormai evidente: il 24 aprile, durante il voto sul decreto Sicurezza. Cori contrapposti, simboli esibiti come bandiere, appartenenze gridate più che argomentate. “Bella ciao” da una parte, l’Inno di Mameli dall’altra. Nel mezzo, chi resta seduto e in silenzio, come se fosse estraneo a quanto accade. Il punto non è cosa si canta ma dove e come: il Parlamento. Quello che è accaduto in Aula richiama ciò che, da anni, si vede anche il 25 aprile, sempre più caratterizzato da tensioni, contestazioni, appartenenze contrapposte.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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