Ecco come il fast fashion incide sulla nostra salute e non solo sulla Terra Intervista a Matteo Ward
Il settore del fast fashion ha un impatto diretto sulla salute delle persone e sull’ambiente, come spiegato da un esperto del settore in un’intervista recente. Si parla di problematiche legate all’uso di sostanze chimiche, alle modalità di produzione e alla gestione dei rifiuti tessili. La discussione si concentra su come le pratiche adottate da alcune aziende influiscano sulla qualità dell’acqua, dell’aria e sui residui presenti negli abiti che indossiamo quotidianamente.
Per anni la moda sostenibile ha parlato come un bravo funzionario con un ottimo PowerPoint. Acqua risparmiata, emissioni ridotte, rifiuti evitati. Tutto vero, tutto necessario, tutto anche un po’ inefficace nel momento in cui una ragazza entra in un negozio o apre un’app e non vuole salvare l’Artico, vuole piacersi. È precisamente qui che la nostra conversazione con Matteo Ward diventa interessante. Cofondatore di WRÅD, oggi guida da Roma la divisione Inside Out Fashion, Textiles & Home, nel nuovo hub di via Principessa Clotilde; la struttura lavora anche con partnership accademiche come MIT, Texas Tech e Georgia Tech. È anche il volto di Junk, Armadi pieni, docuserie coprodotta da Sky e Will Media che nel 2023 ha mostrato il rovescio planetario del fast fashion.🔗 Leggi su Amica.it

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