Sciopero della fame per limitare le emissioni

Un’attivista ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere misure più stringenti contro le emissioni di gas serra. In pochi minuti, il gesto ha portato all’intervento delle forze di sicurezza e all’apertura delle porte di un palazzo istituzionale. La protesta si è svolta davanti alla sede del governo regionale, attirando l’attenzione sui temi ambientali e sulle modalità di sensibilizzazione adottate.

E’ bastata una manciata di minuti e l’annuncio di una scelta estrema per spalancare i portoni di Palazzo Raffaello. Andrea Garbini, imprenditore di Castelplanio e presidente dell’associazione H-Earth Mani e Cuore, ieri ha interrotto il suo sciopero della fame al quinto giorno, dopo aver ottenuto l’atteso faccia a faccia con i vertici della Regione Marche. La protesta, condotta con determinazione silenziosa e non violenta, era nata dal "muro di gomma istituzionale" incontrato dopo la presentazione del manifesto internazionale " Cap & Share ". Un modello ambizioso che propone di "limitare le emissioni di Co2, tassare i grandi inquinatori e redistribuire i proventi direttamente ai cittadini".🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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