Nel mondo corpo crivellato di proiettili e idiozia l’Angelo rompe in un pianto a dirotto
In un contesto segnato da violenze e ingiustizie, un’immagine forte si staglia: un corpo crivellato di colpi e un angelo che, di fronte a tutto ciò, piange a dirotto. In un mondo segnato da atti di violenza e da figure di potere che sembrano ignorare il dolore, si invita comunque a mantenere un sentimento di affetto e speranza.
Nonostante questo tempo di orribile violenza, alimentata da cosiddetti “potenti” senza vergogna né umanità, vale la pena continuare ad amare. Mi è stata chiesta una drammaturgia dedicata all’ineffabile figura dell’ Angelo: ho immaginato un sabotatore necessario (un daimon) capace di scuoterci dalle finte certezze per restituirci alla nostra nuda autenticità e al vigore dell’indignazione. A giugno, a Venezia, questa visione prende corpo grazie a un gruppo di interpreti danzatrici, culmine di un percorso laboratoriale tra teatro e danza che ho condiviso con la coreografa Manuela Carretta. Eccone uno stralcio. *** (.) L’Angelo ogni giorno prende la navetta alla fermata del tramonto (.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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