Molti reati poco processo Quanta sicurezza hanno prodotto tutti questi decreti?
Negli ultimi anni, numerosi decreti sicurezza sono stati adottati dal governo, trasformando ogni problema sociale in questione giudiziaria. La loro applicazione ha portato a un aumento delle misure penali, mentre il numero di procedimenti avviati rimane basso. Questa tendenza solleva domande sulla reale efficacia di queste normative nel garantire la sicurezza, considerando la differenza tra interventi legislativi e risultati concreti sul territorio.
La stagione dei decreti sicurezza del governo Meloni ha un tratto comune: ogni emergenza sociale viene tradotta in risposta penale. Rave, immigrazione, Caivano, occupazioni, proteste, carceri, centri per migranti, criminalità minorile, tutela delle forze dell’ordine: materie diverse, ma una grammatica unica. La sicurezza non viene trattata come politica pubblica complessa, fondata su prevenzione, dati, organizzazione amministrativa e capacità investigativa, ma come produzione continua di nuovi reati, aggravanti, divieti e inasprimenti. Facciamo un riepilogo. Il primo segnale arriva con il decreto-legge n. 162 del 2022, passato alla cronaca come decreto “rave”, ma contenente anche ergastolo ostativo, rinvio della riforma Cartabia, obblighi vaccinali e raduni illegali.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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