Metà delle mozzarelle campane si fa con cagliate tedesche e polacche

Negli ultimi anni, circa la metà delle mozzarelle prodotte nella regione campana utilizza cagliate provenienti da Germania e Polonia. Questa situazione ha portato a un presidio organizzato da Coldiretti al valico del Brennero, in risposta all’aumento di prodotti esteri che vengono venduti come italiani. La questione si inserisce in un contesto più ampio, che vede la cucina italiana riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità nel dicembre del 2015.

Era il 10 dicembre del 2015 e la cucina italiana otteneva il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. Il ministro dell’Agricoltura e per la sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha giustamente esultato: era il successo del made in Italy agro-enogastronomico che vale 700 miliardi di euro di cui 73 dall’export. Il professor Pier Luigi Petrillo ha dato l’anima per questo traguardo. Ieri 27 aprile s’è scoperto grazie alla mobilitazione della Coldiretti - ha portato al passo del Brennero 10.000 agricoltori - che alcuni piatti simbolo di questa cucina sono fatti con ingredienti che d’italiano hanno solo l’etichetta. Una rivelazione scioccante riguarda le mozzarelle campane della serie «tu vulive a pizza c’ha mozzarella e a pummarola in coppa e niente chiù».🔗 Leggi su Laverita.info

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© Laverita.info - Metà delle mozzarelle campane si fa con cagliate tedesche e polacche

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