Così la Nato si blinda contro i droni | come funziona il piano Shield East
La NATO ha avviato il piano Shield East per rafforzare le difese nella regione orientale, concentrandosi sulla capacità di intercettare e neutralizzare minacce a bassa quota, come i droni. Il progetto mira a migliorare la protezione contro attacchi telematici e verificare le capacità di risposta alle nuove forme di minaccia provenienti dall'uso di veicoli aerei senza pilota. La misura si inserisce in una strategia di difesa più ampia per la regione.
Il rafforzamento della difesa orientale della Nato passa sempre più dalla capacità di intercettare (e neutralizzare) minacce a bassa quota come i droni. Il piano “Shield East”, iniziativa guidata dalla Polonia, punta proprio a questo obiettivo attraverso la costruzione di una barriera tecnologica avanzata contro i velivoli senza pilota. Varsavia sta affinando un sistema multilivello capace di integrare sensori, guerra elettronica e intelligenza artificiale, riducendo il tempo tra rilevamento e risposta operativa. Il piano Shield East della Nato. Il cuore del programma è rappresentato dai test condotti presso il poligono di Ustka, dove il ministero della Difesa polacco sta sperimentando nuove soluzioni di rilevamento acustico e sistemi di disturbo elettronico.🔗 Leggi su Ilgiornale.it
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