Barbara Facchetti | Lavorare nel calcio è come tenere la mano a mio padre Giacinto
A vent'anni dalla scomparsa, la figlia di un noto ex calciatore ha ricordato il padre, sottolineando come per lui lavorare nel calcio fosse come mantenere un legame forte con la famiglia, paragonando il suo impegno a tenere la mano a lui. Ha ricordato anche l’amore del padre per la squadra di cui era tifoso e il suo modo di allenarsi, anche durante le malattie, facendo esercizi in giardino.
L’amore tra padre e figlia è uno di quei rari sentimenti che le parole non riescono a raccontare fino in fondo. Ci provano, ma perfino loro si trovano all’improvviso di fronte a un confine invalicabile: un confine fatto di sensazioni uniche e di emozioni non replicabili. Si può andare oltre solo se il padre o la figlia decidono di aprire quello scrigno e di mostrare il suo inestimabile tesoro. Giacinto Facchetti non c’è più da quasi vent’anni; Barbara, la sua prima figlia, non aveva mai voluto parlare del rapporto con il papà. È arrivato il momento giusto. Barbara, che papà era Giacinto? "Dolce, premuroso. Un papà molto presente, anche se il suo lavoro spesso lo portava lontano.🔗 Leggi su Gazzetta.it

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