Morire dev’essere un diritto per tutti senza essere per forza malati! Il caso Wendy riapra il dibattito
Un dibattito sul diritto a morire si riaccende in seguito alla vicenda di Wendy Duff, che ha perso un figlio. La questione riguarda la possibilità di scegliere la propria fine senza essere gravemente malati, depressi o sofferenti. La sua storia ha riacceso il discorso pubblico sull’estensione del diritto a morire, al di là delle condizioni di malattia o sofferenza fisica.
Da anni – sconvolgendo le persone più vicine e più care – sostengo che vorrei poter morire quando lo desidero, senza essere gravemente malato o depresso o sofferente come Wendy Duff, per la morte di un figlio. Finalmente – grazie alla notizia della donna inglese che finirà la sua esistenza in una clinica in Svizzera pur essendo in salute – possiamo aprire una seria riflessione sul suicidio assistito. La battaglia civile portata avanti finora da una parte del nostro Paese è, infatti, limitata ad assicurare il suicidio assistito ad un paziente che sia capace di intenderevolere, affetto da patologia irreversibile con sofferenze intollerabili e mantenuto in vita da trattamenti di sostegno.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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