Perché più di un giovane su tre sul lavoro soffre della sindrome dell’impostore

Tra i giovani lavoratori italiani, più di un terzo, pari al 38,1%, afferma di provare la sindrome dell’impostore. Questa condizione si manifesta come una sensazione costante di non essere abbastanza competenti e di dover sempre dimostrare il proprio valore. La percentuale riguarda principalmente i giovani con un livello di istruzione elevato, che spesso si trovano a confrontarsi con dubbi e insicurezze sul proprio percorso professionale.

La generazione più istruita è anche la più insicura. Tra i giovani lavoratori italiani, oltre uno su tre (38,1%) dichiara di soffrire della sindrome dell’impostore: la sensazione di non essere all’altezza, di non meritare i risultati ottenuti, di dover continuamente dimostrare il proprio valore. È uno dei dati più significativi del IX Rapporto Censis-Eudaimon, che fotografa un rapporto sempre più fragile tra giovani e lavoro. Il fenomeno riguarda il 21,7% degli occupati nel complesso, ma cresce tra gli under 35 e tra i laureati. Più pressione significa più insicurezza. Il paradosso è evidente: la sindrome dell’impostore colpisce di più proprio chi ha titoli di studio più alti (27,1% tra i laureati).🔗 Leggi su Open.online

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