Mali la crisi che espone i limiti del modello russo nel Sahel
Nel fine settimana, in Mali, sono stati effettuati attacchi coordinati che hanno messo in moto una crisi securitaria nel Paese. Questi eventi rappresentano un momento di svolta nella situazione di instabilità , portando alla luce problemi più ampi legati al modello di sicurezza adottato e alla sua efficacia nella regione del Sahel. La situazione ha attirato l’attenzione su come le strategie di sicurezza siano messe alla prova in un contesto di crescente tensione.
Gli attacchi coordinati lanciati nel fine settimana in Mali segnano un punto di svolta nella crisi securitaria del Paese e sollevano interrogativi che vanno oltre la tenuta immediata di Bamako. Secondo diversi osservatori, si tratta delle operazioni più estese e gravi da oltre un decennio, con combattimenti registrati nella capitale e in snodi strategici come Kidal, Mopti, Gao e Sévaré. La simultaneità delle offensive e la loro ampiezza geografica indicano un livello di coordinamento che segna un salto qualitativo nella capacità operativa dei gruppi armati. A guidare l’offensiva sono due attori distinti: il Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), affiliato ad al-Qaeda e attivo su scala nazionale, e il Fronte per la liberazione dell’Azawad (FLA), espressione delle rivendicazioni tuareg nel nord del Paese.🔗 Leggi su Formiche.net

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