La neuroarchitettura? Attiva bellezza e felicità
La neuroarchitettura combina le conoscenze delle neuroscienze con il design degli ambienti costruiti, cercando di capire come gli spazi influenzano il cervello e le emozioni delle persone. Pur avendo un nome complesso, il suo obiettivo principale è semplice: creare ambienti che favoriscano sensazioni di benessere e felicità. Questa disciplina analizza le relazioni tra ambienti e reazioni cerebrali, puntando a migliorare la qualità della vita attraverso il design.
La neuroarchitettura, crasi fra due note discipline ha un nome difficile, sì, ma il concetto che vuole esprimere è molto semplice. La neuroarchitettura è, prima di tutto, un attivatore di bellezza che fa dialogare gli impulsi automatici e istintivi della nostra mente con le scelte stilistiche e di arredo per produrre benessere. Luce, suoni, colori, forme e materiali influiscono sul nostro status e la neuroarchitettura studia il fenomeno e lo applica negli spazi abitativi o di cura. Uno dei pionieri della disciplina è Antonio Di Maro,( in foto) architetto quarantenne napoletano: "Ogni impulso che arriva da un materiale, una forma, un suono, agisce e colpisce un’area precisa del nostro cervello è dà delle sensazioni che poi si declinano in positive, negative, di neurostress o di relax".🔗 Leggi su Ilgiorno.it

Neuroestetica e Arte: L'Opera di Gorlick Steeg #shorts
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