Bettini sogna i 5 cerchi | Bello il modello diffuso Insieme si riesce meglio
L’ex atleta e commissario tecnico ha espresso entusiasmo per il modello di organizzazione diffuso delle prossime Olimpiadi, sottolineando che lavorare insieme permette di ottenere risultati migliori. Con un’esperienza di quattro edizioni alle spalle, tra cui una medaglia d’oro nel 2004, ha condiviso il suo punto di vista sugli aspetti positivi di questa modalità di gestione. La sua attenzione si concentra sulla collaborazione e sulla condivisione delle responsabilità in un evento di così grande portata.
Firenze, 26 aprile 2026 – Di Olimpiadi ne ha vissute quattro. Mica spiccioli. Tre da atleta, con la medaglia d’oro in quella del 2004, e una da commissario tecnico. Così Paolo Bettini, numero uno del ciclismo, quando sente parlare un progetto olimpico nella direzione di due regioni ‘sorelle’ come Toscana (la sua terra) ed Emilia-Romagna, non può nascondere la soddisfazione. E l’orgoglio. “Ma sì che mi piace questa idea. Mi emoziona pensare che si possa costruire una Olimpiade sulle strade di casa mia”. Ok, bello, ma anche complicato da realizzare. Non crede? “Di sicuro si tratta di qualcosa che si potrà mettere in piedi solo con un’opera economica enorme e dispendiosa.🔗 Leggi su Lanazione.it

Notizie correlate
Monte Marenzo sogna a cinque cerchi: il "Tabellone delle vittorie" accende l’entusiasmoLe Olimpiadi non sono solo competizioni sportive: sono sogni che si incontrano, bandiere che si abbracciano, emozioni che uniscono popoli e...
Nuova Accademia del Design, qui si formano i progettisti del domani: “Puntiamo su un modello flessibile e diffuso”Milano, 16 marzo 2026 – “L’idea è quella di creare un campus diffuso, un ecosistema del design che metta in connessione le accademie e le eccellenze...